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La Psicoterapia prende Corpo. Applicazioni Cliniche della Teoria Polivagale

Vincenzo Caretti, Psicologo clinico, Psicoanalista Cattedra di Psicologia Clinica e Dinamica Dipartimento di Scienze Umane Università LUMSA di Roma
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La Psicoterapia prende Corpo. Applicazioni Cliniche della Teoria Polivagale

Orario & Sede

18 apr 2020, 12:00 – 13:15
Webinar

L'evento

La Psicoterapia prende corpo. Applicazioni Cliniche della Teoria Polivagale

La teoria polivagale ha progressivamente rivoluzionato la comprensione e il trattamento della psicopatologia lungo le ultime due decadi. Nella sua formulazione iniziale, la teoria non proponeva applicazioni alla salute mentale o ai disturbi psichiatrici, ma mirava a generare ricerca che portasse alla comprensione di come il sistema nervoso autonomo fosse in grado di influenzare il comportamento, la fisiologia e i processi cognitivi. La teoria polivagale è stata presentata per la prima volta alla comunità scientifica, in occasione del congresso di Atlanta della Society for Psychophysiological Research, l’8 ottobre 1994, e ha sancito la transizione alle sue possibili applicazioni cliniche il 21 maggio 1999 quando Bessel van der Kolk ha invitato Stephen Porges a relazionare alla conferenza annuale sul trauma da lui organizzata ogni anno a Boston. 

La teoria polivagale non è l’unico modello proposto dalla comunità scientifica riguardante il controllo neurale della variabilità della frequenza cardiaca (Laborde et al. 2017, Shaffer et al. 2014), ma ha saputo integrare al suo interno gli aspetti legati alla mediazione delle emozioni da parte del nervo vago con la co-regolazione interpersonale e sociale di tali emozioni (Porges 2001, 2007). La teoria polivagale pone l’accento sull’organizzazione gerarchica delle risposte di difesa in base al livello di pericolo presente nell’ambiente. Il livello di pericolo (o di sicurezza) è rilevato grazie alla neurocezione (la rilevazione, istintiva e inconsapevole, del livello di rischio presente nell’ambiente) (Porges 2001, 2007). 

Finché il livello di rischio rilevato nell’ambiente rimane nel range della sicurezza, è la branca parasimpatica mielinizzata ventro vagale, evoluzionisticamente più recente e unicamente presente nei mammiferi, a essere attiva, che, interagendo col sistema di coinvolgimento sociale, va a formare il complesso ventro vagale (Porges 2007). Quando nell’ambiente viene rilevato pericolo, a livello neurocettivo, vengono violate le necessità evolutive del sistema di coinvolgimento sociale e, nel momento in cui le strategie mirate alla connessione sociale non trovano soddisfacimento, vengono reclutate le strategie, evoluzionisticamente più antiche, del sistema nervoso simpatico legate alla mobilizzazione (attacco o fuga). 

Se anche queste strategie non trovano successo, e neurocettivamente si attiva un livello di rischio percepito connesso alla minaccia di vita, vengono reclutate le ultime risposte di difesa gerarchicamente disponibili, le più antiche e legate al sistema parasimpatico dorso vagale non mielinizzato, che produce risposte di immobilizzazione, finta morte e che, nell’uomo, rappresentano l’anticamera della dissociazione.

BIO Vincenzo Caretti

  

Vincenzo Caretti (1953), dopo la Laurea in Filosofia presso l'Università di Roma nel 1977, ha proseguito i suoi studi a Londra con Ronald D. Laing, svolgendo attività clinica e di ricerca all'interno delle comunità terapeutiche per pazienti psicotici della Philadelphia Association.

Psicologo Clinico nella Società Italiana di Psicologia (S.I.P.s.), si è formato come psicoanalista alla scuola junghiana completando il relativo training e diventando, nel 1992, membro ordinario dell'Associazione Italiana di Psicologia Analitica (A.I.P.A.), associata all'International Association of Analytical Psychology (I.A.A.P.).

Dall'A.A. 2002/03 è Professore ordinario di Psicologia Dinamica (M-PSI/07), dapprima presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Palermo e, attualmente, presso il Dipartimento di Scienze Umane della Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta (LUMSA) di Roma, dove svolge il ruolo di presidente del Corso di Laurea Specialistica in Psicologia.

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