lun 22 giu | Webinar Gratuito

Le visioni sottili nella cura.

Marlene Silveira, Psicologa e psicoterapeuta transpersonale. Di origine Brasiliana inizia a lavorare come missionaria laica nelle favela di Belo Horizonte conoscendo da vicino la tradizione sincretica delle antiche tradizioni afro-brasiliane.
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Le visioni sottili nella cura.

Orario & Sede

22 giu 2020, 10:00 – 12:00
Webinar Gratuito

L'evento

Psicologia e spiritualità

Liberi dialoghi dialoghi sul tema

Dov’è, e come, Psicologia e spiritualità si incontrano?

La società moderna (e con essa il mainstream psicologico) ci ha abituati ad una ha spiritualità relegata ad uno spazio intimo e individuale quasi fosse un mero accessorio nella descrizione di sé e dei propri gusti: una cadenza è in fondo solo una credenza. D’altro canto l’evoluzione scientifica e una certa spiritualità emergente dal basso sembrano riportare ad un valore ed un’importanza centrale nell’esistenza.

Meditazione, yoga, preghiera, maestri e pratiche spirituali; sempre di più sono oggetto di studio e non solo nelle scienze sociali ma anche nella medicina e nella fisica.

Già Jung (e non fu il solo è nemmeno il primo) sosteneva che la spiritualità fosse essenziale per gli esseri umani e che occorresse prenderla più seriamente; che «nessuno può essere guarito se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso».

Attraverso il contributo di chi, per professione, formazione o semplice interesse personale, conosce la prospettiva spirituale, l’intento di questi incontri è di ispirare quel dialogo tra psicologia e spiritualità che storicamente, nonostante le evidenti ha mantenuto una sostanziale diffidenza reciproca tra le parti.

Marlene Silveira nasce in Brasile nella fattoria dei nonni il 3 marzo del 1952. La sua infanzia è un po’ travagliata: intorno ai pulcini e agli altri animali della fattoria vedeva, infatti, una luce. Questo causò qualche problema con gli altri bambini, e anche i genitori erano preoccupati. A 14 anni muore il nonno ma lei continua a vederlo e a parlarci assieme ed è a quel punto che i genitori la portano da uno psichiatra che le prescrisse una terapia a base di psicofarmaci. Marlene decise di dare ascolto il nonno (morto) che le ribadiva come per lei quei farmaci fossero deleteri. Cominciò solo a far finta di assumere la terapia, come nel più classico dei casi teneva le pillole sotto la lingua per poi sputarle e nasconderle in un cassetto.

Dopo sei mesi circa mentre lo psichiatra diagnosticava i miglioramenti, rovesciò le pillole mai ingerite sul tavolo accusandolo di fare male il suo lavoro.

Marlene, vorrebbe entrare in convento, diventare novizia per poi farsi suora ma il padre si oppone accettando il compromesso di lasciarla andare (dopo la scuola) a fare volontariato nelle favelas.

È qui che conosce Donna Anita, una curandera, profonda conoscitrice delle tradizioni ancestrali.

Le suore sconsigliano a Marlene di frequentarla dicendo che quello che fa quella donna è opera del demonio. Lei però resta dubbiosa: Donna Anita cura e prega per le persone, molti guariscono e ritrovano la pace con lei; come fa dunque a essere opera del demonio, lei fa cose buone.

Fu così che quel venerdì santo del 1967 anziché recarsi alla funzione in chiesa decide di andare da  . Donna Anita a raccontarle la sua storia.

Donna Anita le disse: “Tu verrai con me per 7 anni”.

Ci sono bimbi che raccontano di vedere, credono di vedere,  ma non è vero, è la loro mente che è disturbata e devono essere curati.

Ma ci sono bimbi che nascono e vedono la luce delle cose del mondo, sono bimbi evoluti.

Qui comincia storia, il cammino di Marlene Silveira.

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