gio 30 apr | Webinar Zoom

Psicoterapia, psicologo come solutore di problemi, psicologia forense. Dialogo con Guglielmo Gulotta

Dialogo con Alessandro Lombardo, direttore IPA
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Psicoterapia, psicologo come solutore di problemi, psicologia forense. Dialogo con Guglielmo Gulotta

Orario & Sede

30 apr 2020, 10:30 – 12:00
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L'evento

Guglielmo Gulotta (Milano, 11 luglio 1939) è un avvocato, psicologo e accademico italiano. Professore ordinario di psicologia noto altresì per la sua attività scientifica nel campo della psicologia giuridica.

Il contributo scientifico principale di Guglielmo Gulotta consiste nell'aver ridato slancio, alla fine degli anni settanta del secolo scorso, all'antica tradizione italiana nel campo della psicologia giuridica. In Italia l'interesse per la materia, già molto forte sin dai primi anni del novecento, era culminato con la pubblicazione nel 1925 di Psicologia Giudiziaria di Enrico Altavilla. Con questo importante lavoro si chiuse però un'epoca e gli approfondimenti successivi furono più sporadici benché rilevanti e originali[1]. Gulotta ancora giovane avvocato penalista aveva cominciato ad interessarsi dei possibili collegamenti tra diritto e psicologia e con il passare del tempo sviluppò una metodologia di lavoro che di lì a poco avrebbe reso evidente sia la sovrapposizione tra queste due aree del comportamento umano sia i limiti e i rischi di un'applicazione diretta ed ingenua della psicologia al mondo giuridico.

Gulotta ha colto le differenze di contesto riguardanti mondo del diritto e mondo della psicologia e ha reso possibile un distinguo tra le modalità di applicazione delle conoscenze psicologiche e lo status scientifico della psicologia stessa. In effetti la credibilità della psicologia ha rischiato e rischia tuttora di essere messa in discussione quando si affaccia in contesti giuridici senza esplicitare il fondamento e i limiti del proprio sapere. Si deve a Gulotta, insieme a pochi altri in Italia, l'aver aperto la strada ad una riduzione della diffidenza dei giuristi nei confronti della psicologia come anche la messa in guardia rivolta agli psicologi dai rischi connessi con il trasferimento nel contesto giuridico di un modo di operare tipicamente clinico. La soluzione proposta è la psicologia giuridica stessa, come interfaccia tra psicologia e diritto Gli interessi scientifici principali riguardano da un lato le situazioni forensi e giuridiche in cui più spesso la psicologia entra in gioco: imputabilità, testimonianza, vittimologia, investigazione; dall'altro lato la visione del processo come un campo di indagine esplorabile con gli strumenti concettuali della psicologia sociale: paradigmatica la visione del contesto forense come di un teatro in cui le differenti figure recitano il loro copione all'interno dei loro specifici ruoli e status. Questo tipo di approccio ha permesso di evidenziare come i processi giudiziari si svolgano non sulla base di ciò che è successo, ma sulla base di quanto si dice essere successo, aprendo altri spazi per contributi rilevanti della psicologia al raggiungimento del fondamentale obiettivo della Giustizia.

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